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Ar-té n.19

 L’era tecnologica ci pone, sovente in modo drammatico, di fronte alla scissione tra un mondo mentale ed immaginario, sempre più astratto e disincarnato, ed un corporeo dimenticato e relegato ai margini, ridotto ad apparenza. L’esperienza artistica è invece sempre integrazione di corporeo ed immaginario, ricono- scendo nel legame tra essi la chiave dell’autenticità ed unicità. I contributi di questo numero di Arté hanno come elemento centrale e comune la continuità tra immaginario e corporeo, tra percezione ed immagine di sé.
Ad aprire questo percorso sono Roberto Caterina e Stefano Malferrari con il loro contributo dal titolo suggestivo ‘Musica e Passioni – viaggio dal corpo al cervello all’anima’. Gli autori ci coinvolgono in un percorso di ascolto musicale (Chopin, Debussy, Bach, Mozart) in cui immaginazione e corporeità, emotività e pensiero sono sollecitate e coinvolte attivamente. Il testo è inoltre ricco di riferimenti bibliografici che spaziano dalla musicologia alla psicologia ed alle neuroscienze. Si consiglia di accompagnare la lettura con l’ascolto dei brani indicati.
Un gruppo multidisciplinare di autori (Carmelo Arcidiacono, Maria Elena Clavarino, Davide Ferrari, Anna Forloni) estrapola dalle esperienze di artiterapie in cardiologia pediatrica una serie di riflessioni sulla necessità di comprendere in un percorso ospedaliero la cura degli aspetti di sé, emotivi e psichici, che vengono coinvolti, spesso dolorosamente, dalla patologia fisica. A questi autori e professionisti, oltre al nostro ringraziamento per il prezioso contributo, va anche il plauso per l’impegno coraggioso e quotidiano che speriamo possa essere d’esempio per altre realtà ospedaliere.
La collega Anna Uboldi, psicoterapeuta ed arteterapeuta, introduce il tema centrale dell’in-forme, come momento di attesa, preludio all’engagement relazionale, alla produzione artistica, allo sviluppo creativo, essenziale nel recupero di un ritmo evolutivo armonico nello sviluppo individuale.
La musicoterapeuta Anna Volta, nel suo articolo ‘Suono, percezione e corpo – prospettive per l’uso della sonificazione di movimento in musicoterapia’ esplora le possibilità di utilizzo delle tecniche di integrazione suono-movimento (sonificazione, entrainment) nell’intervento musicoterapeutico, con particolare riferimento all’ambito dello spettro autistico.
Abbiamo infine il piacere di ospitare un contributo di Oliver Schöndube, musicoterapeuta e docente di pedagogia musicale presso l’Università di Vechta, dal titolo ‘La rivelazione di una voce autentica’. L’articolo espone alcune riflessioni sulla voce intesa non solo come elemento fondamentale della comunicazione ma anche come elemento identitario fondamentale e strumento terapeutico, creativo ed artistico; propone inoltre alcuni preziosi estratti di percorsi musicoterapeutici e pedagogici in cui la ricerca di una ‘voce autentica’ ha contribuito al recupero di aspetti essenziali di sé.
Lorenzo Tamagnone

 

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